Nella nostra ultima passeggiata ci siamo ritrovati nel quartiere di San Lorenzo, tra angoli di storia ed importanti centri nevralgici di cultura ed arte. Ma il quartiere riserva uno spazio probabilmente più grande del quartiere stesso, rimasto centrale per quanto riguarda il suo scopo, ma divenuto negli anni punto di interesse per romani e turisti: il Cimitero Monumentale del Verano.

Le Origini

Secondo l’editto di Saint Cloud, emesso in epoca Napoleonica, i cimiteri dovevano essere costruiti al di fuori delle mura cittadine. Per questo, nei primi anni del 1800, si iniziarono i lavori sulla via Tiburtina, lì dove già da tempo i romani andavano a seppellire i propri cari. Caduto Napoleone si volle comunque mantenere questo tipo di progetto, ampliandolo grazie all’acquisto di altri terreni ed all’acquisizione di molti altri espropriati. Fino a metà degli anni ’60 il cimitero è stato continuamente ingrandito, rallentando pian piano fino a che fu attivo anche il secondo cimitero, quello del Flaminio. L’importanza del Verano fu immediatamente certificata dalla costruzione di una tanvia a cavalli diretta da Termini al cimitero.
Come abbiamo già visto per l’adiacente San Lorenzo, così anche il Verano non fu risparmiato dai bombardamenti del 1943, subendo gravissimi danni alle mura come all’interno delle stesse.

Il Verano Oggi

Ricostruito e rivalutato, il Cimitero Monumentale del Verano è oggi uno dei punti più affascinanti di Roma, un archivio storico che va dalla metà del ‘800 fino a tutto il ‘900 che è possibile esplorare grazie a visite dedicate alle tombe più famose ed artisticamente rilevanti. Come per l’arte più classica, anche il Verano ha il suo percorso evolutivo che porta dalle austere tombe di 200 anni fa, a quelle che si rifanno all’arte fascista, fino a cappelle di famiglia e veri e propri monumenti alla vita.

Passeggiando all’interno non si avrà mai davvero la sensazione di essere fuori luogo, o non a proprio agio: il Cimitero Monumentale del Verano è ormai un punto di riferimento per storici ed artisti, senza dimenticare chi più nostalgicamente va per rendere omaggio ai tanti personaggi di spicco che vi sono seppelliti: dal doppiatore Ferruccio Amendola a Giuseppe Gioacchino Belli, passando per i fratelli De Filippo fino al mitico Alberto Sordi.
Un consiglio: andate in autunno, proprio in questo periodo, per poterne comprendere appieno la forza visiva ed emozionale.

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