Anche se San Saba è considerato un rione, non si può dire che non abbia tutti i requisiti urbanistici e sociali per essere definito un vero e proprio quartiere. A due passi da Testaccio, l’ultima tappa che abbiamo percorso insieme la scorsa settimana e con cui condivide il periodo di costruzione, è uno degli angoli più belli e suggestivi di Roma, e nonostante le sue dimensioni ridotte, dalla storia davvero avvincente.

Il corso degli eventi vuole inizialmente San Saba come luogo di costruzione di un monastero ed una chiesa (da cui il rione prende il nome, e che per molto tempo furono l’unica presenza abitata), poi insediamento di alcuni eremiti che usarono le rovine della caserma come rifugio, ed infine approdo di monaci orientali provenienti da Gerusalemme che resero il monastero il più importante della città. Da qui partiva una fervente quanto fondamentale attività diplomatica verso Costantinopoli e tutto il mondo barbarico.

Fino ai primi del ‘900 l’intero rione era ancora, citando un famoso detto, tutta campagna. Grazie al piano regolatore del 1909, negli anni successivi si cominciò a rendere San Saba abitabile grazie alla costruzione di case popolari tra la chiesa e le mura, rendendolo uno degli ultimi lotti residenziali costruiti all’interno delle mura stesse: ancora oggi le villette familiari con giardino rendono il rione uno dei più gradevoli e silenziosi, grazie all’impronta popolare che non si è mai cancellata. Il vincolo del parco archeologico di Caracalla, infine, ha salvato San Saba da un’urbanistica selvaggia che altrove ha rovinato tanti paesaggi.

San Saba raccoglie quanto di più intimo si possa ricercare in un rione popolare di una grande città: piazza Bernini è il cuore di questo luogo, con il suo mercato mattutino che lascia spazio nel pomeriggio ai bambini che, accompagnati dai nonni, si godono il giardino da poco rivalutato. All’interno del cortile della chiesa troverete campi attrezzati per giocare a calcio o pallacanestro (storica la sua squadra dei nati negli anni ’50), mentre nella chiesa stessa potrete ammirare straordinari mosaici ed affreschi, sovrastati da un incredibile volta in legno, oltre che un’architettura medievale senza pari nella zona. Vi è anche uno dei pochi cinema che, una volta chiuso, non è stato brutalmente commercializzato ma è diventato un teatro.

Forse San Saba non è uno dei luoghi che le guide segnano come di rilevanza artistica o storica, ma merita una mattinata tra gli odori dei banchi e la calma delle panchine. E noi siamo qui proprio per questo: spiegarvi i posti più conosciuti, e farvi scoprire quelli nascosti.

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